si è spenta la voce della libertà

di Arshad Moscogiuri, 23 aprile 2013

 

Sette minuti dopo le cinque di pomeriggio. Serviva qualcuno che aprisse quell’evento, An Aquarian Exposition, nella campagna dello sconosciuto paesello di Bethel, contea Sullivan, circa 70 km. dalla cittadina di Woodstock, USA. Gli organizzatori e le forze dell’ordine si aspettavano al massimo 50mila partecipanti, ma ce n’erano già più di 500mila. La conca naturale che declinava verso lo stagno era un perfetto anfiteatro, l’acustica eccellente; insomma, tutto era pronto, ma qualcuno che avesse il fegato di aprire le danze davanti a mezzo milione di persone, per la prima volta radunate in un evento simile, serviva comunque. L’onere toccò a tale Richie Havens, allora ventottenne, che in quel pomeriggio di ferragosto dette fondo a tutto il proprio repertorio. Suonò sette canzoni con la sua chitarra folk, il suo plettro sincopatamente funky e il suo piede che pareva una batteria di percussioni. Ma i 500mila scatenati non ne avevano abbastanza, continuarono a invocare bis su bis. Richie, sudato come un cavallo nella sua lunga tunica arancio, aveva esaurito la scaletta, fatta perlopiù di cover dei Beatles e rivisitazioni di standard folk. Non sapeva più che fare, e iniziò a improvvisare con la chitarra, seguito dai suoi musicisti, ripetendo semplicemente Freedom, libertà, e altri versi a braccio per quattro minuti e mezzo. Il momento fu totalmente magico, l’energia talmente alta che, si dice, Swami Satchidananda, il Maestro spirituale indiano che aveva appena aperto la manifestazione con un suo discorso, proprio su quelle note di Richie fece un’invocazione mistica per il Festival.

Quarantaquattro anni dopo, quel momento magico è storia, anzi leggenda, e da ieri lo è anche Richie Havens, morto all’età di 72 anni.
Oggi lo ricordiamo così, con il video integrale della sua ispirata improvvisazione di libertà di quel giorno. Un giorno che diventerà simbolo, vessillo e infine rimpianto dell’irrefrenabile voglia di libertà di milioni di giovani donne e uomini di tutto il mondo.
So long, Richie, and thank you.

 

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